My Buddy Coach: portare il coaching nel digitale, senza snaturarlo
24 giugno 2026
- AI CONVERSAZIONALE
- PIATTAFORMA WEB E MOBILE
- PRODUCT DESIGN
- SYSTEM INTEGRATION
Chi è Asterys
Asterys è una realtà internazionale con sede in Italia e presenza in oltre 25 Paesi, specializzata nello sviluppo del potenziale umano e organizzativo.
Da anni supporta aziende globali, manager e team nella costruzione di culture orientate alla leadership, alla consapevolezza e alla crescita personale.
Con DonQ collabora per rendere My Buddy Coach, la loro piattaforma digitale dedicata al self-coaching, un prodotto scalabile, intuitivo e pronto a portare il coaching nelle mani di ogni dipendente, non solo dei top manager.
La richiesta: cosa cambia quando il coaching non è più riservato ai top manager?
Asterys aveva una sfida importante: come tradurre un’esperienza profondamente umana, come il coaching, in un percorso digitale efficace, personalizzato e accessibile a migliaia di utenti?
Le necessità principali erano:
costruire una piattaforma unica, web + mobile;
garantire percorsi di coaching che accompagnassero davvero la riflessione personale;
rendere la tecnologia trasparente, semplice, non invasiva;
permettere configurazioni diverse per aziende, team e livelli organizzativi.
L’obiettivo, in sintesi: democratizzare il coaching, mantenendo intatto il valore dei contenuti e della metodologia Asterys.

Il progetto sviluppato
Abbiamo affiancato Asterys nella progettazione e nello sviluppo di My Buddy Coach, lavorando su più fronti:
Dashboard web per amministratori, HR e coach.
App mobile pensata per una fruizione quotidiana, rapida, sempre disponibile.
API e architettura software scalabile, così da poter integrare nuovi moduli in futuro.
Percorsi di coaching one-shot o journey strutturati, pensati per accompagnare l’utente nel tempo.
Strumenti digitali per lavorare su mindset, convinzioni, bias cognitivi, con esperienze interattive e personalizzate.
Il lavoro è stato iterativo: prototipi condivisi con il team Asterys, test su gruppi pilota, continui aggiustamenti sulle interazioni chiave. L’obiettivo era garantire un’esperienza digitale che “non si sentisse digitale”: guidata quando serve, discreta quando è meglio lasciare spazio alla riflessione.
Particolarità e sfide affrontate
Progettare una piattaforma di coaching pone sfide particolari, ben diverse da quelle di un software gestionale.
Le principali:
Tradurre concetti astratti (mindset, convinzioni limitanti, auto-osservazione) in flussi interattivi comprensibili.
Bilanciare automazione e sensibilità umana: l’interfaccia doveva stimolare la riflessione senza sembrare prescrittiva.
Garantire un accesso sicuro e riservato, visto che gli utenti trattano riflessioni personali e potenzialmente delicate.
Differenziare i percorsi per culture, lingue e contesti organizzativi molto diversi tra loro, con conversazioni real time con AI
Rendere la piattaforma immediatamente “deployable” per aziende di dimensioni anche molto grandi.
AI conforme agli standard del coaching professionale
Una piattaforma che fa coaching tocca riflessioni personali e potenzialmente delicate, e questo impone un livello di responsabilità diverso da quello di un software gestionale. Per questo i modelli AI di My Buddy Coach sono stati progettati per rispettare gli standard professionali dell'International Coaching Federation, che con il proprio AI Coaching Framework and Standards ha definito i criteri che un sistema di AI coaching dovrebbe soddisfare: tracciare con chiarezza il confine tra coaching e terapia, ridurre i bias, garantire trasparenza sul trattamento dei dati e mantenere la riflessione al centro senza scivolare nella prescrizione. Tutt'altro che una finezza tecnica, anzi, è la caratteristica fondamentale di uno strumento che amplifica un percorso di crescita. Allo stesso modo, la riservatezza degli utenti è stata trattata come un requisito di base e non come un'aggiunta, perché in un contesto del genere la fiducia è la condizione perché lo strumento funzioni.
La chiave è stata un lavoro congiunto e continuo: DonQ ha portato metodo, Asterys ha portato profondità contenutistica. Il risultato è una sintesi solida.
La testimonianza del cliente
"Per My Buddy Coach avevamo un’idea chiara e un modello AI che avevamo addestrato internamente. Ci serviva però un partner capace di trasformare tutto questo in un prodotto funzionante, solido e pronto per l’uso. DonQ ha costruito l’infrastruttura, le integrazioni e l’architettura necessarie perché il progetto potesse davvero prendere vita.
Abbiamo lavorato in co-creazione, con un dialogo sempre fluido e una grande attenzione alla qualità. Il risultato è una piattaforma che riflette la nostra visione e che oggi possiamo testare sul campo con sicurezza.
Un partner affidabile, competente e orientato al fare."
Giovanna d’Alessio e Stefano Petti, Founders My Buddy Coach.
I risultati a distanza di tempo
In fase di MVP, My Buddy Coach ha generato feedback estremamente positivi, evidenziando da subito vantaggi concreti e misurabili:
ha reso possibile una reale democratizzazione del coaching, estendendo percorsi di sviluppo personale e professionale a popolazioni molto più ampie, oltre il tradizionale target di top manager;
ha aumentato in modo significativo il numero di percorsi attivati e portati a termine, grazie a un’esperienza di coaching accessibile, continua e personalizzata;
ha ridotto l’effort operativo per HR e amministratori, semplificando la gestione dei percorsi e automatizzando molte attività di monitoraggio e supporto;
ha creato una piattaforma digitale scalabile e pronta per essere distribuita rapidamente in nuovi Paesi e contesti corporate.
Per Asterys, My Buddy Coach è diventato molto più di uno strumento tecnologico: è un vero e proprio AI Coach, progettato secondo gli standard professionali ICF, capace di amplificare l’impatto dei programmi di sviluppo e di accompagnare le persone nella quotidianità.
Integrato con i percorsi formativi e di leadership, My Buddy Coach permette di trasformare l’apprendimento in cambiamento concreto, sostenendo manager e collaboratori con sessioni on-demand, riflessioni guidate e piani d’azione personalizzati.
Questa combinazione tra competenza umana e intelligenza artificiale consente ad Asterys di offrire alle organizzazioni un modello innovativo di sviluppo: più continuo, più inclusivo e più orientato ai risultati.
Hai già un modello AI ma ti manca il prodotto?
Quello che abbiamo costruito per Asterys non riguarda solo il coaching. Il cuore di questo progetto è una capacità trasversale: prendere un modello AI già esistente, addestrato da chi conosce il proprio dominio meglio di chiunque, e costruirgli intorno l'infrastruttura, le integrazioni e l'architettura che lo trasformano in un prodotto vero, scalabile e pronto all'uso. È una situazione più comune di quanto sembri.
Società di formazione e L&D che vogliono scalare un metodo.
Realtà che hanno una metodologia solida e anni di esperienza d'aula, ma un modello di erogazione che non scala: ogni percorso richiede una persona, e questo mette un tetto a quante se ne possono seguire. Spesso hanno già sperimentato con l'AI (un assistente, un prototipo conversazionale) senza però il salto verso un prodotto che regga utenti veri, contesti diversi e una governance dei dati seria. Qui il lavoro sarebbe lo stesso fatto con Asterys: tenere intatto il valore del metodo e costruirgli intorno la piattaforma che lo rende fruibile da molti, con percorsi configurabili e un'esperienza che non tradisca la profondità dei contenuti.
Studi di consulenza con framework proprietari da digitalizzare.
Società che hanno sviluppato negli anni modelli di analisi, diagnostica o assessment proprietari, il loro vero asset competitivo, ma che oggi vivono in slide, fogli di calcolo e nella testa dei senior. Trasformare un framework di questo tipo in uno strumento digitale, magari con una componente AI che ne automatizza l'applicazione, significa renderlo distribuibile e difendibile come prodotto, non più solo come servizio legato alle persone. È lo stesso passaggio da "competenza che vive nelle persone" a "asset che vive in una piattaforma" che attraversa più di uno dei nostri progetti.
Aziende con un prototipo o un modello AI interno da portare in produzione.
Il caso più diretto: un team interno ha addestrato un modello o costruito un proof of concept che funziona in laboratorio, ma manca tutto ciò che separa un prototipo da un prodotto (come architettura scalabile, integrazioni con i sistemi esistenti, sicurezza, interfaccia utilizzabile, deployment per contesti grandi). È esattamente il ruolo che abbiamo avuto su My Buddy Coach: Asterys ha portato il modello, noi l'infrastruttura e l'architettura perché potesse prendere vita. Quando il modello c'è già, il collo di bottiglia non è l'AI: è l'ingegneria del prodotto intorno.