Waterleaks: una piattaforma web e mobile per gestire le perdite idriche

Cliente: Almaviva BlueBit

24 giugno 2026

  • PIATTAFORMA WEB E MOBILE
  • FIELD SERVICE
  • PRODUCT DESIGN

Chi è Almaviva BlueBit

Almaviva Blue Bit è la business unit del gruppo Almaviva specializzata in soluzioni digitali per il settore idrico e ambientale. Supporta enti pubblici e utility nella gestione dei dati territoriali e delle attività operative sul campo. DonQ collabora come partner tecnologico per l’innovazione dei loro processi digitali, soprattutto quando il progetto richiede un forte focus su usabilità, interoperabilità e tempi certi di consegna.

La richiesta: come gestire le perdite idriche con un'unica piattaforma invece di strumenti frammentati?

BlueBit aveva la necessità di modernizzare e rendere più efficiente il processo di identificazione e gestione delle perdite idriche, ancora fortemente frammentato tra strumenti diversi, mappe poco aggiornate e procedure interne non sempre uniformi. Ma non intendeva dipendere da prodotti di terze parti che ne potessero limitare o influenzare la customizzazione di funzionalità specifiche.
L’obiettivo era dunque chiaro: sviluppare una piattaforma unica, web + mobile, utilizzabile dagli operatori in campo e dagli uffici tecnici, capace di integrare dati cartografici complessi e di guidare le squadre nella rilevazione, classificazione e risoluzione delle perdite, che potesse diventare un asset di branding proprietario.

Il progetto sviluppato: come rendere comprensibili dati cartografici complessi a chi lavora in campo?

Abbiamo contribuito alla progettazione e allo sviluppo di WaterLeaks, una soluzione integrata che unisce:

  • Dashboard web per pianificazione, monitoraggio e analisi dei fenomeni di dispersione.

  • App mobile per gli operatori sul territorio, con funzionalità di geolocalizzazione, inserimento segnalazioni, foto, note tecniche.

  • API dedicate per garantire interoperabilità con i sistemi esistenti.

  • Import e processing di shapefile, con visualizzazione su mappe interattive.

  • Reportistica avanzata per valutare interventi, priorità e stato della rete.

  • Autenticazione OTP, così da mantenere alto il livello di sicurezza per tutti gli utenti coinvolti.

Il progetto è stato gestito in sprint cadenzati, con milestone chiare di test, collaudo e deploy. Lavorando a stretto contatto con il team BlueBit, abbiamo potuto evolvere la piattaforma in modo incrementale, anticipando alcune esigenze operative emerse durante l’uso sul campo.

Particolarità e difficoltà affrontate

Lavorare con dati territoriali complessi, provenienti da fonti diverse e con livelli di precisione molto variabili, è stata la principale sfida.
Abbiamo dovuto:

  • ottimizzare l’importazione degli shapefile con logiche di convalida automatica;

  • progettare un’interfaccia che rendesse comprensibili informazioni tecniche molto dense;

  • mantenere le performance anche con dataset pesanti e continui aggiornamenti;

  • garantire un’esperienza coerente tra web e mobile, pur con contesti d'uso completamente diversi (ufficio vs campo).

La chiave è stata un approccio di product design: partire dai flussi operativi reali degli utenti finali e trasformarli in interazioni semplici, affidabili e veloci.

Gestisci una rete sul territorio in un altro settore?

Il problema che WaterLeaks risolve non è specifico dell'acqua. Ovunque ci sia una rete fisica distribuita sul territorio da ispezionare, mantenere e riparare, con operatori in campo, un ufficio tecnico che coordina e dati cartografici da tenere allineati, le stesse dinamiche si ripetono quasi identiche. Tre esempi.

Reti gas e teleriscaldamento.

Distributori che gestiscono migliaia di chilometri di condotte interrate, dove la localizzazione precisa di un asset e la tracciabilità di un intervento non sono un comfort ma un requisito di sicurezza. Il punto critico è lo stesso: dati di rete su fonti diverse, mappe non sempre aggiornate, squadre in campo che lavorano su informazioni che rischiano di non coincidere con quelle dell'ufficio. Una piattaforma che importa e convalida i dati cartografici e li rende consultabili e modificabili sia da dashboard sia da app sul territorio (l'architettura di WaterLeaks) riallinea campo e ufficio su un'unica fonte, e trasforma ogni intervento in un dato tracciato invece che in una nota persa.

Distribuzione elettrica e illuminazione pubblica.

Gestori di reti in bassa e media tensione, o di parchi di illuminazione pubblica estesi su interi comuni, dove il lavoro è fatto di ispezioni, segnalazioni di guasto e interventi che vanno georeferenziati e messi in coda per priorità. In questo caso la leva è l'app da campo: un operatore che geolocalizza il punto, allega foto e note tecniche e classifica il guasto sul posto restituisce all'ufficio una segnalazione già strutturata, pronta per la pianificazione. La reportistica che ne deriva - stato della rete, interventi per priorità - è esattamente ciò che permette di passare da una manutenzione che insegue le emergenze a una che le anticipa.

Telecomunicazioni e reti in fibra.

Operatori che progettano, posano e manutengono reti in fibra, dove la complessità sta nella densità del dato cartografico, con tracciati, pozzetti, giunzioni, permessi, e nella necessità di farlo leggere a squadre diverse senza ambiguità. Il nodo è rendere comprensibile un'informazione tecnica fittissima a chi deve agire in fretta sul territorio: la stessa sfida di interfaccia che abbiamo affrontato qui, dove dati densi dovevano diventare interazioni semplici. Una piattaforma con import dei dati di rete, visualizzazione su mappe interattive e interoperabilità via API verso i sistemi esistenti si inserisce in un flusso di lavoro già strutturato, aggiungendo coerenza tra il dato di progetto e quello che la squadra trova davvero sul campo.

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